Identità Golose 2017 – Passioni e Viaggi

In una delle scene più famose di La La Land, Mia esorta Sebastian a continuare a lottare per i propri sogni perchè le persone amano le persone con delle passioni. Mia ha assolutamente ragione e la sua verità è ancora più evidente frequentando Identità Golose. Ho ripensato alle sue parole ad ogni intervento che ho avuto il piacere di ascoltare durante la mia giornata a Milano. Tutti coloro che salgono su uno dei palchi delle sale di Identità Golose, sono lì sopra ovviamente perchè sono bravi ma non solo.. sono li sopra perchè hanno una passione, una passione  che fa sì che il loro lavoro non sia un lavoro. Quando penso come a certi chef vengano in mente certe cose, in prima battuta non so darmi una risposta, penso che siano persone del mestiere, che abbiano maturato una certa esperienza e rielaborino concetti che per loro sono normali, mentre per noi comuni mortali sono inimmaginabili. Ma quando vedo Cracco fare degli spaghetti con il tè matcha, oppure ascolto la Bowerman raccontare come si sia fatta costruire una pentola di terracotta particolare  in modo da ottenere il particolare effetto che desidera, allora mi rendo conto che non si tratta (solo) di bravura o di creatività, c’è qualcosa dietro che smuove le loro menti. E’ passione per quello che stanno facendo. Si vede bene ed è proprio per questo che li adoriamo.
Il tema dell’edizione 2017 di Identità Golose è stato “il Viaggio”, un tema secondo me ben scelto, perchè serve a non farci dimenticare che tutto quello che arriva nelle nostre tavole è il frutto di un qualcosa che nasce o è nato a migliaia di km da casa nostra. Per quanto possiamo essere patriottici e alfieri della cucina italiana, la nostra è una cultura frutto di di secoli e secoli di contaminazioni. Pensate al pomodoro, uno degli alimenti che più caratterizzano la cucina italiana nell’immaginario collettivo! Adesso ne coltiviamo svariati tipi, alcuni assolutamente eccellenti e che hanno trovato nelle nostre terre il luogo di elezione, ma pensate davvero che sia sempre cresciuto qui? I pomodori vengono dall’America, le arance dall’Asia, il baccalà dal Nord Europa giusto per citare qualche esempio… Questo è il viaggio, tutto circola, viaggiano i prodotti così come le tecniche, così come le idee. Viaggiando e spostandosi si scopre che ci sono piatti italianissimi che sono simili a piatti di tradizioni gastronomiche diversissime: è il caso del paragone fatto dalla Bowerman tra la romanissima coda alla vaccinara e il mole messicano. (io da buon toscano vi potrei citare la panzanella e il gazpacho, ma questa è un’altra storia..)
Questo è quello che mi piace di Identità Golose: la possibilità di ascoltare le passioni altrui, di vedere i grandi chef raccontare i propri piatti, il frutto, per l’appunto, di viaggi, di scoperte, di tentativi su tentativi. E’ questo che ogni volta mi fa uscire arricchito e con una grande voglia di conoscere, provare, sperimentare, magari anche di replicare.
Nella giornata di domenica ho assistito agli interventi di Carlo Cracco, di Cristina Bowerman, Matteo Baronetto, Eugenio Boer e Heinz Beck e tutti mi hanno lasciato un’idea. In particolare sono rimasto affascinato dal brodo denso di pollo ottenuto per condensazione di Cristina Bowerman ma soprattutto dalla pasta con il tè matcha di Carlo Cracco. 
Il piatto di Cracco proposto da Identità di pasta mi ha stupito perchè era fatto con due ingredienti che non amo molto, il tè matcha e il wasabi, ma a dispetto delle mie preclusioni mentali era davvero squisito. Così buono che, al meglio delle mie possibilità ho anche provato a rifare. Non so se era buono come l’originale, di sicuro ai miei ospiti è piaciuto molto, sarà che ho detto che lo aveva fatto Cracco?

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