Untitled Wine from New Zealand

Come si dice che non bisognerebbe giudicare un libro dalla copertina, così non bisognerebbe giudicare un vino dall’etichetta. Ma oh, non c’è niente da fare, io ci casco sempre. Lo so che l’importante è il contenuto, ma io quando vedo una bottiglia di vino con una etichetta che coglie la mia attenzione, mi innamoro subito. Come mi sono ovviamente innamorato di Untitled, le etichette di questi vini della Nuova Zelanda.

New Zealand

Untitled, i vini di Lee Winston

Premetto subito che non ho mai bevuto in vita mia un vino della Nuova Zelanda, so però che si riescono a produrre ottimi vini dall’altra parte del mondo. Lee Winston però, che di professione fa l’enologo, sostiene che sì in Nuova Zelanda si producano vini buoni, ma che questi vini siano tutti uguali. Stessi vitigni, stessi metodi di lavorazione, in pratica stessi vini. Winston ci dice che anche chi cerca di distinguersi in realtà lo fa soltanto diversificando il proprio marchio o la proprio etichetta. In effetti un po poco…

Winston per cercare di diversificarsi, in un mercato così standardizzato, ha deciso di produrre 3 vini particolari: un bianco, un rosso e un rosè. Per questi tre vini ha utilizzato un blend particolari con vitigni internazionali che ha miscelato in modo non convenzionale. Oltretutto Winston ha intenzione di modificare di anno in anno il blend, in base alla stagione, alla disponibilità delle uve e ad altri fattori connessi alla produzione. Proprio per questo, per il continuo work in progress ha deciso di non dare un nome al vino, quindi il nome più adatto era proprio Untitled.

Per completare il suo progetto, Winston si è rivolto all’agenzia On Fire Design per la realizzazione delle etichette. Etichette con un stile calligrafico, piuttosto disordinato, un’anima ribelle che rappresenta al meglio i blend misteriosi di Winston. Le parole del testo? beh sono un vero e proprio flusso di coscienza, un messaggio che va direttamente dal produttore al consumatore finale.

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