Maltagliati alle erbe aromatiche con ragù di tacchino

Oggi negli Stati Uniti si festeggia il Thanksgiving, una festa tradizionale che tutti ma davvero tutti celebrano. L'origine risale al diciasettesimo secolo quando i primi coloni si ritrovavano, anche con gli indigeni, per ringraziare per la fine del raccolto. 
Sono due gli aspetti che mi piacciono del Thanksgiving: il ringraziare prima di tutto, cosa che spesso oggi non è più tanto di moda fare; e poi mi piace il ritrovarsi insieme. Il Thanksgiving è una festa di condivisione, ci si ritrova a tavola insieme, magari invitando il collega che non torna nella propria città o il vicino di casa che non ha nessuno con cui passare il pranzo. La cosa bella del Thanksgiving è che nessuno rimane solo.
Piatto forte del Thanksgiving Day è ovviamente il tacchino: agli americani piace mangiarlo al forno, ripieno con castagne, o bacche, o funghi. Ogni famiglia ha la propria ricetta, quindi ci sono moltissime varianti in giro per gli states.
Restando in tema, oggi vi voglio proporre una ricetta a base di tacchino anche io. Non il classico tacchino al forno però.. ho pensato di unire Italia e Stati Uniti in questa festa con un piatto che rappresenti entrambi i paesi. Del resto cosa unisce di più un bel piatto di pasta? 

Ingredienti
 
Per il ragù:

- 400 grammi di petto di tacchino
- odori misti
- vino bianco
- olio evo
- brodo 
- sale e pepe

Per i maltagliati:

- 2 uova
- 150 grammi di farina
- 50 grammi di semola
- un cucchiaio d'olio evo
- erbe aromatiche miste (salvia, rosmarino, erba cipollina, prezzemolo)

Per prima cosa, prepariamo il ragù che, come tutte le preparazioni di questo tipo, avrà bisogno di una cottura piuttosto lenta. Tritate finemente a coltello carota, cipolla, sedano, salvia, rosmarino e prezzemolo e poi fateli rosolare per un paio di minuti in una casseruola (meglio se di terracotta) con dell'olio e del sale. 
Quando comincerete a sentire il profumino che si sparge per la cucina, allora aggiungete il tacchino che avrete precedentemente battuto a coltello e sminuzzato in pezzetti piuttosto piccoli. Girate velocemente con un cucchiaio per sigillare la carne e poi sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco.  Lasciate evaporare l'alcool e poi aggiungete brodo a sufficienza a coprire tutto. Portate a bollore, poi abbassate la fiamma in modo che il liquido sobbolla e mescolate di tanto in tanto. Occorrerà almeno un'ora, anche un'ora e mezzo di cottura lenta, per far sì che il tacchino risulti morbido. Continuate a mescolare, cuocete coprendo con il coperchio per non far ritirare troppo velocemente il brodo. In caso aggiungete qualche altro ramaiolo di brodo per proseguire la cottura fino al tempo che vi ho suggerito.
I maltagliati sono più semplici e veloci. Tritate grossolanamente con un coltello le erbe aromatiche: io ho usato salvia, rosmarino, erba cipollina e prezzemolo. Pesate la farina e la semola e su di un piano di lavoro formate la classica fontana. Rompete le uova all'interno della farina, aggiungete le erbe tritate, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale e cominciate ad amalgamare tutto, fino a formare un impasto piuttosto compatto. Lavorate ancora con le mani fino a formare una palla che non si appiccica alle mani. Ungete leggermente l'impasto, coprite con una ciotola e lasciate riposare per una ventina di minuti prima di stendere la sfoglia.
A questo punto potete tirare la sfoglia a mattarello o se avete meno tempo, usate la macchina sfogliatrice, avendo cura di lasciare le strisce piuttosto alte. Io ho usato la sfogliatrice (anzi la nonna papera, come la chiamiamo comunemente) e sono arrivato fino al livello 6. Una volta pronta la sfoglia, infarinate leggermente e tagliate con il tagliapasta in modo piuttosto casuale.
Una volta pronto il ragù, cuocete i maltagliati in abbondante acqua bollente salata, scolate dopo 2/3 minuti di cottura e condite con il ragù. Aggiungete a discrezione del Parmigiano grattugiato, un filo d'olio e qualche cima di rosmarino.
Buon appetito e buon Thanksgiving day! 





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EXPO Worldrecipes Contributor

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Sono Jacopo, 34 anni e una passione per il buon mangiare che inizia nell'infanzia quando da bambino, nascosto sotto il tavolo di cucina, rubavo i tortellini appena fatti il pomeriggio della vigilia di Natale. Io facevo il brunch quando ancora non sapevo neanche cosa fosse: la colazione della domenica mattina della mia adolescenza è stata spesso una fetta di pane con una generosa cucchiaiata del ragù lasciato incustodito sul fuoco. Oggi che sono adulto sono diventato un gourmand esigente e un cuoco eccellente, in parole povere mi piace mangiare e bere bene, ma mi piace anche (e molto!) cucinare le cose che amo per le persone che amo. Mi piace sempre citare una frase di Elsa Morante. Negli ultimi anni di vita Elsa chiedeva a tutti: “Qual è secondo voi la frase d’amore più vera, quella che esprime al massimo il sentimento?”. Tutti dicevano grandi cose. Lei rispondeva: “No. La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”.