Visual Storytelling: Tutti abbiamo qualcosa da raccontare?

Ho passato due giornate (ieri e oggi) al corso di visual storytelling di Studio Samo per approcciarmi a questo mondo e cercare di affrontarlo con metodo scientifico. Io sono una persona razionale, si sa, quindi quale modo migliore che imparare qualcosa da chi ne sa più di me? Tutti parlano di storytelling, sembra che tutti abbiano qualcosa da dire, vite da farsi invidiare, consigli da dare, viaggi splendidi da raccontare, ricette migliori di tutte le altre ricette da condividere. Insomma oggi giorno se non hai qualcosa da raccontare non sei nessuno. 


Alt facciamo subito una pausa: il mondo del blogging e (ahimè) quello degli influencers è un mondo piuttosto variegato e raramente dorato. Per alcuni che hanno avuto successo (all'apparenza facilmente) ci sono anche moltissimi altri che ci provano e, ahimè, NON ce la faranno mai. 
 Non tutti abbiamo qualcosa di interessante da dire, non tutti lo facciamo nel modo giusto, con il  linguaggio giusto, con gli strumenti giusti, etc etc. 


Eventi come questo di #VisualSamo sono senza dubbio interessanti e utili perchè ti permettono di confrontarti con professionisti esperti che sanno come guidarti in questo mondo complesso e a volte incomprensibile della comunicazione. Io ho imparato molte cose, alcune le sapevo già (perchè sbagliando e sbagliando le ho capite empiricamente da solo) ma soprattutto è stata questa l'occasione per affrontare quegli "scogli" che avevo semplicemente pensato di aggirare. Per esempio? Pinterest..  YouTube, Snapchat che forse non è morto e sepolto come pensavo.. 

La seconda cosa più importante che ho imparato è che tutti ma dico tutti si sentono in diritto di dirvi come fare e cosa fare! La prima più importante cosa che ho imparato è che di quello che dicono gli altri non me ne frega niente. 


In questo tipo di eventi ci sono sempre un sacco persone che ti chiederanno cosa fai, come lo fai..  E molti (troppi..) a quel punto ti diranno che nel loro blog puoi trovare degli splendidi consigli per spiegarti come fare in modo migliore quello che già stai facendo. Ora i consigli sono sempre utili, ci mancherebbe, però accettate i consigli (specie se non richiesti) se provengono da persone che hanno più esperienza di voi. Con tutto il rispetto e la cortesia, andate a leggere tutto ma fidatevi come vi fidereste di uno che incontrate per strada per la prima volta e vi dice come vestirvi. 


Detto questo il consiglio che vi posso dare io è: provate, provate provate. E non dimenticate di studiare mentre provate! Studiate nei libri, leggete interviste di chi ne sa più di voi, studiate come si muovono le persone che ammirate e i vostri competitor. Capite da dove partite e dove vi piacerebbe arrivare, la strategy è fondamentale.  Non fate le cose a casaccio (perchè i lettori se ne accorgono). Non aspettate che sia tutto perfetto, non sarà mai tutto perfetto e non ci sarà mai un momento più giusto per cominciare. Sorridete sempre a chi si sente in diritto di dirvi come fare le cose e poi fate come vi pare. Non vi demoralizzate se gli altri vi snocciolano numeri su numeri dei loro successi, dei loro followers, dei loro fans, degli eventi a cui vanno etc etc 
In analytics we trust, le parole sono solo fuffa! 




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Sono Jacopo, 34 anni e una passione per il buon mangiare che inizia nell'infanzia quando da bambino, nascosto sotto il tavolo di cucina, rubavo i tortellini appena fatti il pomeriggio della vigilia di Natale. Io facevo il brunch quando ancora non sapevo neanche cosa fosse: la colazione della domenica mattina della mia adolescenza è stata spesso una fetta di pane con una generosa cucchiaiata del ragù lasciato incustodito sul fuoco. Oggi che sono adulto sono diventato un gourmand esigente e un cuoco eccellente, in parole povere mi piace mangiare e bere bene, ma mi piace anche (e molto!) cucinare le cose che amo per le persone che amo. Mi piace sempre citare una frase di Elsa Morante. Negli ultimi anni di vita Elsa chiedeva a tutti: “Qual è secondo voi la frase d’amore più vera, quella che esprime al massimo il sentimento?”. Tutti dicevano grandi cose. Lei rispondeva: “No. La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”.