Vellutata di topinambur con cavolo nero e melagrana

Uno dei miei piatti preferiti in inverno sono senza dubbio le vellutate. Mi piacciono davvero molto, perchè si possono preparare in tanti modi diversi e aggiungendo anche un piccolo ingrediente in più sembreranno sempre nuove. In più sono dei piatti sani, perchè ci aiutano a fare il pieno di vitamine  e di tutte gli altri nutrienti di cui la verdura è ricca, cosa che in inverno fa sempre bene anche per rafforzare il nostro corpo.
Via via, avrete notato, ve ne ho proposte di diversi tipi, utilizzando diversi metodi di preparazione, ma quella che vi propongo oggi nasce da una collaborazione particolare.
Sono stato invitato a far parte del progetto Fruit 24, una campagna lanciata da Apo Conerpo, la più importante associazione di produttori ortofrutticoli per sensibilizzare i consumatori sull'importanza della frutta e della verdura nella nostra dieta quotidiana. Fruit 24 si chiama così proprio perchè la frutta e la verdura possono essere consumate nell'arco della giornata, ogni
momento è giusto per fare il pieno delle preziose sostanze che questi alimenti ci aiutano ad assumere.
La ricetta che vi propongo oggi infatti è un mix di frutta e verdura, io l'ho pensata come piatto unico per un pranzo o per una cena.



Ingredienti:

- 500 grammi di topinambur
- 1 patata
- 1 mazzetto di cavolo nero
- 1 melagrana
- 1 litro di acqua
- olio evo
- 1 scalogno
- 1 uovo
- fette di pane tostato

Mettete un litro di acqua a bollire in un pentolino e nel frattempo tritate finemente lo scalogno. Fate soffriggere lo scalogno con un po' di olio evo per un paio di minuti, quando poi sarà dorato, aggiungete la patata e il tipinambur, che avrete precedentemente sbucciato e tagliato a pezzetti. Aggiungete anche l'acqua calda, regolate di sale e lasciate cuocere per 25/30 minuti a fiamma bassa, finchè i pezzetti di patata e topinambur saranno morbidi. 
Mentre la vellutata sta cuocendo preparate il cavolo nero, lavatelo ed eliminate le coste più dure ed infine tagliate le foglie grossolanamente. Versate un po' di olio evo in una pentola antiaderente, fatelo scaldare, aggiungete anche il cavolo nero e un ramaiolo di acqua calda. Coprite con un coperchio la padella e cuocete il cavolo nero, o meglio sbollentatelo per 5/6 minuti a fiamma viva. Con questo tipo di cottura, il cavolo nero si cuocerà, ammorbidendosi, ma senza perdere il suo caratteristico colore verde intenso.  Tostate in forno le fettine di pane, tagliate a striscioline per 10 minuti a 140° in modalità ventilata, così da renderle croccanti ma non dure. 
A questo punto è il momento di frullare la vellutata, utilizzando un mixer ad immersione frullate tutto, ottenendo un composto liscio.
Adesso che tutti gli ingredienti sono pronti, è il momento di impiattare: versate la vellutata in una ciotola, aggiungete qualche foglia di cavolo nero, il pane tostato e qualche chicco di melagrana. Se poi volete "esagerare" e personalizzare la ricetta, io vi consiglio di aggiungere un uovo pochè. In questo modo aggiungerete un po' di proteine alla vellutata e avrete una super ricetta per pranzo.
Qua trovate la mia ricetta nel portale Fruit 24.
Buon appetito.







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EXPO Worldrecipes Contributor

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Sono Jacopo, 34 anni e una passione per il buon mangiare che inizia nell'infanzia quando da bambino, nascosto sotto il tavolo di cucina, rubavo i tortellini appena fatti il pomeriggio della vigilia di Natale. Io facevo il brunch quando ancora non sapevo neanche cosa fosse: la colazione della domenica mattina della mia adolescenza è stata spesso una fetta di pane con una generosa cucchiaiata del ragù lasciato incustodito sul fuoco. Oggi che sono adulto sono diventato un gourmand esigente e un cuoco eccellente, in parole povere mi piace mangiare e bere bene, ma mi piace anche (e molto!) cucinare le cose che amo per le persone che amo. Mi piace sempre citare una frase di Elsa Morante. Negli ultimi anni di vita Elsa chiedeva a tutti: “Qual è secondo voi la frase d’amore più vera, quella che esprime al massimo il sentimento?”. Tutti dicevano grandi cose. Lei rispondeva: “No. La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”.