Frolle di Santa Lucia

Oggi vi voglio parlare di una tradizione che per molti sarà sconosciuta, ma è una bella storia ed è molto importante non perdere le nostre storie, sopratutto in occasioni come questa. Nel calendario romano il 13 dicembre viene celebrata Santa Lucia, una santa martirizzata durante l'impero di Diocleziano a Siracusa. Il culto della santa è da sempre legato alla festività della luce, visto anche che fino alla riforma del calendario gregoriano il 13 dicembre era uno dei giorni più corti dell'anno, il giorno appunto in cui la luce vince sulle tenebre e le ore di luce cominciano di nuovo ad aumentare. Molte sono le città italiane in cui si celebra santa Lucia, con feste con candele o torce accese, ma il culto va anche oltre i nostri confini, basti pensare alla devozione che ha santa Lucia nei paese nord europei dove le bambine escono in processione vestite di bianco e con candele in mano.
In Italia (e soprattuto nel nord est) la festa di santa Lucia è molto sentita dai bambini, infatti la santa viene considerata un po' come babbo Natale che porta i doni ai bambini buoni. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre infatti la santa su di un carro trainato da un asinello, visita le case dei bambini buoni e lascia loro i doni che hanno chiesto. I bambini dal canto loro devono lasciare un piatto con dei biscotti per la santa e un po' di fieno per l'asinello. 
Il weekend scorso sono passato per Verona e ho visto in molte pasticcerie le frolline di santa Lucia, così mi è tornata in mente questa tradizione che anche in casa mia, tante volte da bambino ho rispettato. Oggi ve la ripropongo, in modo che siate ancora in tempo a preparare i biscotti per stasera.
Le frolline di santa Lucia, sono dei semplicissimi biscotti di pasta frolla con una spolverata di zucchero a velo.. ecco la mia ricetta, buon lavoro!



Ingredienti:

- 500 grammi di farina
- 300 grammi di burro
- 200 grammi di zucchero
- 1 uovo e 1 tuorlo
- 1 pizzico di sale
- semi di vaniglia
- buccia di limone grattata

La ricetta della pasta frolla è molto semplice, ma vale sempre la pena ricordarla. In una planetaria con il gancio a K lavorate il burro a temperatura ambiente con l'uovo e il tuorlo fino ad ottenere un composto morbido, aggiungete poi il sale, lo zucchero, i semi di vaniglia e la buccia di limone grattata. Aggiungete poi la farina un po' alla volta fino ad ottenere un composto compatto ma morbido. Se volete potete aggiungere anche pochissimo lievito, giusto la punta di un cucchiaino per rendere il composto più friabile, non esagerate altrimenti i biscotti perdono la forma. 
Se non avete una planetaria, formate un'ampia fontana con la farina e al centro lavorata le uova con il burro, aggiungendo gli altri ingredienti e incorporando la farina per ultima.
A questo punto formate un panetto con la pasta frolla, copritelo con della pellicola per alimenti e fate riposare in frigo per almeno un paio d'ore.


Quando la frolla sarà ferma, stendetela su di un piano infarinato allo spessore di 4/5 millimetri. Con i taglia biscotti ricavate i vostri biscotti e cuoceteli a forno medio (170/180 gradi) per 12/14 minuti a seconda delle dimensioni. Qui ci vuole un po' di occhio, indicativamente tenete conto che appena i bordi cominciano a colorarsi è l'ora di togliere i biscotti. Cuoceteli in teglie omogenee, cioè in modo che abbiamo tutti più o meno le stesse dimensioni, altrimenti alcuni si bruceranno e altri saranno crudi.


Una volta cotti fateli raffreddare su di una griglia, in modo che perdano umidità e poi spolverizzateli prima di servirli, con un po' di zucchero a velo.
Sono certo che piaceranno sia a santa Lucia che ai vostri bambini!




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Sono Jacopo, 34 anni e una passione per il buon mangiare che inizia nell'infanzia quando da bambino, nascosto sotto il tavolo di cucina, rubavo i tortellini appena fatti il pomeriggio della vigilia di Natale. Io facevo il brunch quando ancora non sapevo neanche cosa fosse: la colazione della domenica mattina della mia adolescenza è stata spesso una fetta di pane con una generosa cucchiaiata del ragù lasciato incustodito sul fuoco. Oggi che sono adulto sono diventato un gourmand esigente e un cuoco eccellente, in parole povere mi piace mangiare e bere bene, ma mi piace anche (e molto!) cucinare le cose che amo per le persone che amo. Mi piace sempre citare una frase di Elsa Morante. Negli ultimi anni di vita Elsa chiedeva a tutti: “Qual è secondo voi la frase d’amore più vera, quella che esprime al massimo il sentimento?”. Tutti dicevano grandi cose. Lei rispondeva: “No. La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”.