Sablés al cioccolato e fleur de sel.


Premetto che i sablès al cioccolato e fleur de sel di Pierre Hermé, per me sono "i biscotti". A parte che sono buonissimi di per sè, ma per me questi biscotti sanno di Parigi e questo basta a renderli uno dei miei comfort food preferiti.
Vi occorrono: 

- 170 g di cioccolato fondente al 70%
- 30 g di cacao amaro in polvere
- 175 g di farina
- 50 g di zucchero a velo
- 120 g di zucchero di canna
- 160 g di burro morbido
- 3 g di fleur de sel
- 5 g di bicarbonato
- un cucchiaio di estratto liquido di vaniglia 



Per prima cosa tritate finemente il cioccolato con un coltello evitando il più possibile di toccarlo con le mani (per non scaldarlo). Nel frattempo miscelate accuratamente le polveri: la farina con il cacao e il bicarbonato. Quando il burro avrà raggiunto la consistenza di una pomata mescolarlo con lo zucchero di canna, lo zucchero a velo e infine con l'estratto di vaniglia. Unire le polveri con l'impasto di burro e zuccheri cercando di manipolarlo il meno possibile per non sciogliere il cioccolato e formare un salame del diametro di circa 4 cm.  Una volta pronto, avvolgerlo nella pellicola per alimenti e riporlo in frigo per almeno un paio d'ore. 
Trascorse le 2 ore, accendere il forno in modalità statica a 180°. Utilizzando un coltello a lama piatta molto affilato tagliare delle rondelle dello spessore di circa 1 cm e adagiatele, distanziate le une dalle altre, su una placca per biscotti rivestita di carta forno. Infornate a forno caldo e cuocete per 12 minuti. (Non vi preoccupate se i biscotti vi sembreranno molto morbidi, si induriranno raffreddandosi!)
Una volta freddi, potete conservarli, anche se non credo che sarà necessario: sono certo che finiranno in un batter d'occhio.




Visto che questa è la prima ricetta che pubblico, ho deciso di cominciare da una delle ricette che mi è più cara: i sablés chocolat à la fleur de sel. Permettetemi di fare alcune dediche: a Elena a cui, per prima, ho parlato dell'idea di fare questo blog in una calda sera di 2 estati fa (e che è un adoratrice del maestro Pierre Hermè) e a Giulio che va matto per la cioccolata e che ha sistemato tutte le cose di questo sito che io non sarei mai stato in grado di sistemare.


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Sono Jacopo, 34 anni e una passione per il buon mangiare che inizia nell'infanzia quando da bambino, nascosto sotto il tavolo di cucina, rubavo i tortellini appena fatti il pomeriggio della vigilia di Natale. Io facevo il brunch quando ancora non sapevo neanche cosa fosse: la colazione della domenica mattina della mia adolescenza è stata spesso una fetta di pane con una generosa cucchiaiata del ragù lasciato incustodito sul fuoco. Oggi che sono adulto sono diventato un gourmand esigente e un cuoco eccellente, in parole povere mi piace mangiare e bere bene, ma mi piace anche (e molto!) cucinare le cose che amo per le persone che amo. Mi piace sempre citare una frase di Elsa Morante. Negli ultimi anni di vita Elsa chiedeva a tutti: “Qual è secondo voi la frase d’amore più vera, quella che esprime al massimo il sentimento?”. Tutti dicevano grandi cose. Lei rispondeva: “No. La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”.